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Scoliosi

I Sintomi > Schiena > Dorsale

SCOLIOSI

Per scoliosi  si intende una condizione patologica che implica una deviazione laterale e rotatoria della colonna vertebrale; tale  rotazione determina una deformazione dei dischi intervertebrali retrazioni (accorciamenti) muscolo legamentose  a volte, una torsione della gabbia toracica e dei visceri in essa contenuti (cuore polmoni diaframma) formando il cosiddetto "gibbo".
Se non vi è rotazione dei corpi vertebrali non si può parlare di scoliosi e l'anomalia prende il nome di paramorfismo o atteggiamento scoliotico. Tale condizione, se riconosciuta precocemente, con una buona educazione posturale, tende alla risoluzione spontanea durante l'accrescimento e non necessita di trattamenti particolari eccetto terapie fisiche adeguate e sport. Il termine paramorfismo o atteggiamento scoliotico può quindi indicare  semplicemente  un atteggiamento posturale scorretto.

Il  nome scoliosi deriva dal termine greco skolíosis 'incurvamento', che a sua volta deriva da skolíos 'curvo'.
Già nel 300 a.C Ippocrate, dopo aver classificato le varie deformità angolari della colonna vertebrale, ideò una serie di strumenti per ridurre queste anomalie.

CLASSIFICAZIONE
In base alla sua localizzazione la scoliosi viene definita:

- scoliosi lombare
- scoliosi dorso-lombare
- scoliosi dorsale
- scoliosi cervico-dorsale

La curva scoliotica è presente nel 70% dei casi  a curva singola primaria, e precisamente:
a)  Scoliosi dorsali o toraciche (circa il 25%)
b)  Scoliosi dorso-lombari (circa il 19%):
c)  Scoliosi lombari (circa il 25%)
d)  Scoliosi cervico-dorsali (circa l'1%)


Scoliosi, invece, con doppia curva primaria è presente nel 30% dei casi, con prevalenza della  Scoliosi dorsale e lombare (circa il 23%)

Le Scoliosi possono essere classificate anche secondo la loro eziologia, e cioè:

Scoliosi idiopatica (cause non note), che comprende  l' 80% circa di tale patologia;
Scoliosi congenite risalenti alla organogenesi del periodo embrionale
Scoliosi neuromuscolari ( poliomielite distrofia muscolare ecc.)

E’ circa sette volte piu’ frequente nelle femmine e l'età in cui si manifesta è dai 3 anni ai 10 (età in cui c'e una fase di crescita rapida).

Lo squilibrio tra sviluppo scheletrico e muscolare rappresenta la principale causa di comparsa di queste deformità. Per questo motivo le scoliosi idiopatiche compaiono prevalentemente nell'età infantile e puberale, periodi in cui l'accrescimento osseo è elevato.
La scoliosi colpisce prevalentemente le femmine rispetto ai maschi (con un rapporto 7:1). In particolare le femmine hanno maggiori probabilità di sviluppare scoliosi gravi (8:1) mentre per le forme più lievi il rischio è inferiore (1,2:1).
Esiste sicuramente una familiarità poiché le probabilità di un figlio di una madre scoliotica di sviluppare la scoliosi sono 10 volte maggiori rispetto ad un individuo figlio di madre normale.


La prevalenza delle scoliosi lievi è del 7,7% rispetto alle scoliosi severe che è dello 0.2-0.3%.
La misurazione della deviazione scoliotica viene espressa in gradi (angolo di Cobb). Quest'angolo si ottiene tracciando due rette tangenti rispettivamente alle limitanti  della prima ed ultima vertebra colpite da scoliosi; le due perpendicolari a queste rette si intersecano formando un angolo che indica l'entità in gradi della deviazione


SINTOMI
La Scoliosi è patologia subdola e progressiva generalmente asintomatica, spesso sono i genitori o il pediatra ad accorgersi di un qualcosa che e’ cambiato nell’atteggiamento posturale della bambina. Raramente vi e’ un fastidio alla colonna o una facile affaticabilità muscolare dopo sforzo fisico, la bambina e’ tranquilla riposa bene  e continua regolarmente le sue attività quotidiane


DIAGNOSI
Un controllo clinico del proprio ortopedico caratterizzato da una   anamnesi ben condotta può fornire dati importanti per l'inquadramento del paziente.
L'esame obiettivo del rachide va condotto in ortostatismo (posizione eretta) valutando la presenza di uno dei seguenti segni:

- spalle a diversa altezza
- bacino sbilanciato e una o entrambe le scapole prominenti
- anca sollevata
- inclinazione della postura da un lato
- asimmetria dei triangoli della taglia

Per esempio posizionando un filo a piombo a livello dell'apois spinosai della settima vertebra cervicale che normalmente dovrebbe cadere nella piega interglutea.
Molto importante è la ricerca del gibbo che viene messo facilmente in evidenza facendo flettere in avanti con il tronco il paziente.

Una radiografia della colonna in toto sotto carico ( in piedi), toglie ogni dubbio diagnostico, che ci permette sia di calcolare gli angoli della scoliosi (angolo di Cobb)  che di fare  diagnosi differenziale, che va posta tra "scoliosi strutturata" appunto, con rotazione dei corpi vertebrali, e il cosiddetto “atteggiamento scoliotico" , patologia di più semplice risoluzione in quanto non supportato da dimorfismi ( difetti) di tipo osseo .
                                                      
Il 7-8% degli adolescenti presenta una scoliosi compresa tra i 5 e gli 11° di Cobb

Il 2-3% degli adolescenti presenta una scoliosi compresa tra gli 11 ed i 20° di Cobb

Lo 0,3%-0,5% degli adolescenti presenta una scoliosi compresa tra i 20 ed i 30° di Cobb (l'1,2% delle femmine e lo 0,1% dei maschi).

Solo lo 0,2-0,3% degli adolescenti presenta una deviazione superiore ai 30° di Cobb, situazione limite che necessita trattamento chirurgico.




SCOLIOSI E ATTIVITA’ FISICA


OBIETTIVO
- Prevenire e correggere quelli che sono gli atteggiamenti e le patologie dell'apparato osteo-articolare e locomotore. Un'errata postura crea nei soggetti squilibrio di tono e di adattamento tra i gruppi muscolari con conseguente errato allineamento dei segmenti articolari modificando così i rapporti biomeccanici tra di loro

- Costruire un “corsetto neuro-muscolare" per offrire un maggiore controllo ed una migliore stabilità della colonna

- Creare automatismi riflessi di correzione da integrare nei movimenti globali (ginnastica, giochi, sport)

L'attività fisica, che deve essere “ adattata”  è particolarmente indicata nei casi di scoliosi lieve o moderata.
Quando si parla di scoliosi è sbagliato considerare il nuoto come mezzo  primario di prevenzione e cura, anche perché è più corretto parlare di “attività in acqua o idrokinesiterapia “.
Alla luce delle conoscenze attuali comunque  gli sport di carico hanno infatti effetti benefici di gran lunga superiori al nuoto. In particolari situazioni lo sport può risultare addirittura controproducente, dove cioè vengono effettuati movimenti asimmetrici o che richiedono un inarcamento della schiena.

Per combattere la scoliosi occorre pertanto scegliere sport di carico che non prevedano mobilizzazioni eccessive della colonna vertebrale. Ancor più indicata risulta la pratica della cosiddetta "ginnastica correttiva" sotto la supervisione di un esperto


FINALITÀ E PRINCIPI DELL'ATTIVITÀ FISICA ADATTATA PER LA SCOLIOSI


L'attività fisica specifica, da sola, non corregge un dismorfismo quale la scoliosi, ma è necessaria per prevenire un peggioramento, agendo sulla tonificazione generale e sull'allungamento muscolare per favorire il recupero della simmetria.


Come tutte le attività motorie e le scienze, anche la ginnastica correttiva deve sottostare a determinate regole partendo dalla ricerca delle cause scatenanti ed aggravanti dell'alterazione morfologica iniziando a sensibilizzare i genitori e i bambini sulle cause che hanno determinato l'alterazione partendo con la loro educazione per arrivare a una consapevole azione di prevenzione.


LE DIECI REGOLE

1 - Presa di coscienza, da parte del soggetto, della propria attitudine corporea (alterazione); solo in questo modo può riuscire a correggersi e collaborare attivamente durante la vita di tutti i giorni. (utilizzare a questo scopo le vie sensitive di vista e tatto)

2 - Favorire la decontrazione ed il rilassamento per avere movimenti precisi, efficaci e ben localizzati.imparando a riconoscere passo dopo passo quali muscoli intervengono nel movimento e quali riposano

3 - Sbloccare il segmento e poi tonificare: eseguire esercizi di mobilizzazione prima e di tonificazione poi, in modo da riequilibrare i gruppi muscolari riattivati con la mobilizzazione. In caso di soggetti astenici o iperlassi si lavora solo sulla tonificazione.

4 - Ginnastica di ipercorrezione; il movimento deve sempre superare il limite della posizione normale. Fanno ancora eccezione i soggetti astenici e iperlassi.

5 - Scelte dei movimenti per accorciare i  muscoli allungati (contrazione completa e distensione incompleta) e per allungare i muscoli accorciati (contrazione incompleta e distensione completa).  In questo modo è possibile correggere lo squilibrio muscolare che determina l'alterazione.

6 - Graduare la progressione dell'esercizio, dal semplice al complesso, dal blando all'intenso.
Per esercitare la memoria muscolare è importante è la ripetizione di questi esercizi,  magari inventando modi per non renderli noiosi.

7 - Passare dalla posizione supina a quella seduta, in ginocchio, fino ad arrivare alla stazione eretta. È meglio partire da una posizione di scarico gravitazionale, fino ad arrivare alla normale posizione di stazione eretta.

8 - Ritmo del movimento: né troppo lento, né troppo rapido, l'ideale è il ritmo respiratorio. Movimenti troppo rapidi perdono in precisione, troppo blandi generano una scarsa irrorazione sanguigna. Resta comunque inteso che gli esercizi di mobilizzazione vengono svolti a ritmo più rapido, quelli di tonificazione, più lentamente.

9 - La  ginnastica respiratoria deve sempre intervenire nella lezione di ginnastica correttiva, vuoi per  far lavorare il Core e rinforzare in modo corretta la struttura muscolare profonda del rachide (Core Stability),  e anche  perché tutte le alterazioni del tronco comportano  a lungo andare un'insufficienza respiratoria.

10 - Controllo periodico, in modo da poter valutare i risultati ottenuti e poter “riadattare”  gli esercizi in base ai progressi conseguiti.


LA PROGNOSI
La prognosi della scoliosi, ovvero il giudizio clinico sulla evoluzione futura della malattia dipende da diversi fattori come: maturazione scheletrica, età, menarca, sede, rotazione, entità della curva in gradi.

Per valutare la maturazione scheletrica si utilizza il test di Risser , che consente di stabilire il grado di sviluppo osseo valutando l'ossificazione delle creste iliache.
Il risultato può variare da Risser 0 (non esiste nucleo di ossificazione) a Risser 5 (ossificazione completa che si manifesta, in genere, 2-3 anni dopo la pubertà).
Fino a Risser 2 il rischio di peggioramento è del 50%, dopo Risser 2 Il rischio si riduce al 20%.
Il rischio maggiore di peggioramento diminuisce dall’alto cerso il basso (maggiore a livello dorsale, minore a livello lombare.


LE TERAPIE
La migliore terapia è sicuramente una diagnosi precoce e visto il lento ma graduale processo di evoluzione è consigliabile effettuare intorno ai 5 / 6 anni una visita  mirata effettuata allo stesso pediatra o suggerita. Sara’ poi l’ortopedico a decidere se effettuare esami diagnostici strumentali. Tale patologia è da individuare piuttosto precocemente (massimo entro i 13 anni) perchè dopo tale termine diventa piu’ difficile ottenere buoni risultati in quanto le cartilagini chiamate di accrescimento tendono gradualmente a chiudersi rendendo meno “modellabile “ la struttura ossea da correggere.
Le cure, una volta fatta diagnosi, devono iniziare durante il periodo adolescenziale con terapie fisioterapiche (ginnastica posturale), correttive (busti) e, nei casi più complicati, chirurgiche (interventi di correzione e stabilizzazione del rachide)
Con curva oltre i 20° fino a 30-35° è indicato  trattamento incruento con  busto ortopedico associato a ginnastica,  con l’obiettivo di fermare o rallentare l'evoluzione della curva.  
Per le situazioni più gravi si utilizzano corsetti di vario  tipo (Milwaukee, gessati, Lionese, Lapadula ecc.), che hanno però lo svantaggio di limitare i movimenti e di essere molto scomodi per il paziente.
In questa fase, e nelle fasi successive diventa importante evitare l’ipotonia e le ipercontratture,  quasi  sempre  dolorose, della muscolatura paravertebrale e le discinesie di scapola che spesso si presentano nel futuro di questi pazienti.
Diverse sono le soluzioni  terapeutiche antalgiche e riabilitative incruente adattabili alla gravità della situazione, ma tutti devono rispettare il concetto della personalizzazione e del trattamento manuale (mobilizzazioni, trattamenti osteopatici,
Tecar/terapia Active Motion, Ultrasuoni a massaggio, terapie  infiltrative locali e/o Mesoterapia), il tutto associato sempre ad una presa di coscienza del problema e ad una educazione ginnica adattata attiva, come insegna anche la moderna Back School.
Oltre il 35% diventa importante pensare a intervento chirurgico di correzione della curva scoliotica.




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