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Rischio frattura da farmaci antipertensivi

Rischio frattura da farmaci antipertensivi
Nei pazienti ipertesi in trattamento il rischio di incorrere in fratture ossee differisce in base al farmaco antipertensivo utilizzato. Lo segnala uno studio di Daniel H. Solomon e collaboratori del Brigham and women's hospital di Boston nel quale è stata coinvolta una coorte di 376,061 soggetti ipertesi che nell'anno precedente non aveva assunto terapie antipertensive. Tutti i partecipanti hanno iniziato un trattamento basato su un singolo farmaco e sono stati seguiti per determinare il rischio di frattura osteoporotica tipica. Nella coorte totale i tassi di frattura si sono attestati su 35,2 casi per 1.000 anni-persona ma è emersa una variazione significativa tra i vari tipi di antipertensivi. I diuretici tiazidici si sono caratterizzati per il più basso tasso di frattura (28,5) e i diuretici dell'ansa per quello più alto (49,0). Nei modelli aggiustati per la presenza di comorbidità rilevanti e per le co-medicazioni accessibili, il rischio fratturativo è risultato ridotto negli utilizzatori di sartani (rapporto di rischio, Hr: 0,76) e di diuretici tiazidici (Hr: 0,85) rispetto ai soggetti trattati con calcio-antagonisti. Il rischio fratturativo aggiustato non è apparso significativamente differente rispetto al riferimento per diuretici dell'ansa, beta-bloccanti e Ace inibitori.  
J Bone Miner Res, 2011 Feb 10. [Epub ahead of print]



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