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Farmaci antiepilettici e rischio fratture

Epilessia e fratture
Rischio di fratture ossee associato all’uso di farmaci antiepilettici.
L’uso dei farmaci antiepilettici (AEDs) è stato associato ad un aumentato ricambio del tessuto osseo ed, occasionalmente, ad un difetto di mineralizzazione, portando ad una diminuita densità minerale del tessuto osseo (BMD) ed a una diminuzione della resistenza ossea, con un aumento del rischio di fratture.

Questo secondo uno studio che ha valutato il rischio di fratture associato ai differenti farmaci antiepilettici.
Usando il Registro nazionale di dimissioni ospedaliere, creato nel 1977 in Danimarca, gli Autori hanno identificato tutti i soggetti che hanno subito una frattura dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2000 (casi n=124655). Usando il Sistema di registrazione civile, che riporta tutti i cambiamenti delle abitudini della vita, inclusi il cambio di indirizzo e la data di morte, dell’intera popolazione danese dal 1968, sono stati selezionati in maniera randomizzata tre controlli per ogni caso, accoppiati per sesso e per anno di nascita. In totale sono stati inclusi 373962 controlli nello studio.
È stata valutata l’esposizione ai farmaci antiepilettici prima del verificarsi delle fratture.
Si è riscontrato un aumento del rischio di fratture in associazione a tutti i farmaci antiepilettici in un’analisi statistica non aggiustata. Dopo l’aggiustamento per precedenti fratture, la presenza in anamnesi dell’uso di corticosteroidi, la copresenza di altra patologie, variabili sociali e diagnosi di epilessia, la carbamazepina (CBZ; rischio relativo (RR) 1.18; intervallo di confidenza (IC) 95 per cento, 1.10-1.26) e l’oxcarbazepina (OXC; 1.14, 1.03-1.26), il clonazepam (CZP; 1.27, 1.15-1.41), il fenobarbital (PB; 1.79, 1.64-1.95) ed il valproato (VPA; 1.15, 1.05-1.26) sono risultati associati in maniera statisticamente significativa al rischio di fratture. L’etosuccimide (0.75, 0.37-1.52), la lamotrigina (1.04, 0.91-1.19), la fenitoina (1.20, 1.00-1.43), il pirimidone (1.18, 0.95-1.48), la tiagabina (0.75, 0.40-1.41), il topiramato (1.39, 0.99-1.96) e la vigabatrina (0.93, 0.70-1.22) non sono risultati associati in maniera statisticamente significativa al rischio di fratture dopo l’aggiustamento per i fattori di confondimento.
La CBZ, il PB, l’OXC ed il VPA hanno mostrato una relazione dose-risposta. Il rischio di fratture è risultato maggiore in associazione ai AEDs che inducono gli enzimi epatici (RR 1.38, IC 95 per cento, 1.31-1.45) rispetto ai non inducenti (1.19; 95 per cento IC, 1.11-1.27).
Lo studio ha concluso che:
Nei pazienti in terapia con CBZ, CZP, OXC, PB, e VPA si è trovato un aumento molto modesto del rischio di fratture ossee. L’aumento nel rischio relativo era nel medesimo range sia per i risultati statisticamente significativi sia per quelli non significativi.
Un limitato aumento significativo non può essere escluso per gli altri farmaci antiepilettici a causa del potere statistico.
Peter Vestergaard et al. Fracture risk associated with use of antiepileptic drugs.
Epilepsia 2004; 45(11):1330-7

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